Spazio CNA, dall’idea al business: dalle api alla ristorazione, la ricetta di Riccardo D’Angelo

Articolo originariamente pubblicato su La Vita Picena, magazine online della Diocesi di Ascoli Piceno

 

Con la bella stagione ormai alle porte si rinnova anche per il mese di maggio l’appuntamento con Spazio CNA, la rubrica curata dalla CNA di Ascoli e dedicata alle start up per promuovere la creazione di impresa tra le nuove generazioni che si affacciano al mondo del lavoro.

Per questa quinta puntata tocca a Riccardo D’Angelo ripercorrere i suoi primi passi nel mondo dell’imprenditoria locale e tracciare un bilancio della sua duplice attività di apicoltore e ristoratore – insieme alla sorella gestisce l’osteria “La casa delle api” di Castel di Lama ed è titolare dell’azienda agricola “Il riccio”.

«Tutto è iniziato quando ero ancora un bambino – racconta -. Da piccolo andavo ad aiutare un parente con le api: per ringraziarmi, a 10 anni mi ha regalato la mia prima cassetta. Sono arrivato ad avere, a 18 anni, una ventina di cassette, ma purtroppo morirono tutte. A quel punto mi sono visto costretto a decidere se lasciar perdere o continuare seriamente».

Se Riccardo oggi rappresenta un esempio virtuoso di giovane imprenditore di successo il motivo è da ricercare nella scelta di credere in sé stesso e di puntare sulla formazione, proseguendo con professionalità a investire su una passione che nel giro di qualche anno ha saputo ritagliarsi un certo spazio anche nel campo della ristorazione, nonostante qualche spiacevole incidente di percorso.

«Ho aperto l’azienda agricola a 22 anni – ricorda – e un paio di anni più tardi abbiamo inaugurato l’osteria. La scelta del nome è stata quasi obbligata, dato che la struttura si trova in prossimità delle casette ed è profondamente legata a tutto ciò che ruota attorno alle api e al miele.

Purtroppo, però, le cose non sono andate sempre per il meglio. Ho subito un furto e una volta le mie api sono state addirittura bruciate vive. Ho cercato di rimboccarmi le maniche senza scoraggiarmi e piangermi addosso: non è facile rialzarsi, ma questo episodio mi ha dato ancora più forza e stimoli per ripartire».

Per Riccardo e le sue api ora le cose vanno decisamente meglio, nonostante le evidenti difficoltà dettate dall’emergenza sanitaria.

«Sono stati anni difficili – ammette – ma ci siamo attivati con l’asporto cercando di garantire il servizio ai clienti anche nelle settimane di chiusura. Quest’anno siamo ripartiti con una serie di eventi e l’impressione è che le persone siano felici di poter riassaporare la normalità di un tempo».

Avvicinatosi ormai da diversi anni all’universo CNA, da giovane imprenditore Riccardo segue con attenzione il tema del ricambio generazionale e dello sviluppo imprenditoriale, nella consapevolezza dell’importanza di creare una sinergia vincente tra gli addetti ai lavori.

«La ristorazione e l’apicoltura sono due settori completamente diversi: il ristoratore sta in mezzo alla gente, l’apicoltore invece è molto legato a una serie di fattori ambientali e non di cui non può non tener conto, ma entrambe sono due professioni che devono necessariamente piacere per poter essere svolte al meglio. Sono convinto del fatto che solo lavorando con passione si possano ottenere grandi risultati

Personalmente consiglio sempre a tutti di provarci, perché può davvero valerne la pena. Se c’è qualche ragazzo che vuole mettersi in gioco e fare impresa sono a disposizione, nel mio piccolo, per dialogare e trovare la giusta soluzione per intraprendere questa avventura. Credo fortemente nel valore della collaborazione: solo così attività e imprenditori possono confrontarsi e crescere insieme».

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