Caro energia, la ricetta della CNA Picena per la sicurezza energetica: «Incentivi e semplificazione per un maggiore coinvolgimento delle piccole imprese»

Per affrontare al meglio le difficoltà connesse al caro energia e all’aumento incontrollato delle bollette è necessario un tempestivo intervento da parte delle istituzioni volto a diminuire il peso della dipendenza da gas e dai combustibili fossili nel nostro Paese.

A lanciare l’appello è la CNA di Ascoli Piceno, che sulla scia di quanto evidenziato anche a livello nazionale dal presidente Dario Costantini punta sulle piccole imprese e sul loro potenziale per uscire dalla crisi acuita dal recente conflitto in Ucraina e mettere un tassello importante per la sicurezza energetica del Paese e del territorio.

Riconversione e transizione ecologica devono rappresentare sempre più concetti chiave nel quadro economico del Piceno, con le piccole imprese della provincia chiamate a rivestire un ruolo di rilievo nell’ambito di un percorso condiviso e inclusivo, nel segno di una reale rivoluzione “green”. In questo senso, la CNA Picena ritiene indispensabile estendere misure come i contributi straordinari attraverso il credito d’imposta a favore delle grandi imprese energivore e gasivore anche alle piccole realtà imprenditoriali che ad oggi operano nelle filiere maggiormente colpite dal caro energia.

«Le criticità delle ultime settimane devono far riflettere sulla necessità di potenziare la produzione da fonti rinnovabili – dichiara Arianna Trillini, presidente della CNA Picena -. Attualmente sono previsti incentivi solo per i grandi impianti, peraltro attraverso un meccanismo fragile come quello delle aste, mentre per dare ulteriore slancio alla transizione sarà fondamentale coinvolgere anche le piccole imprese del territorio e sostenerne gli investimenti».

A questo proposito, CNA stima che nel breve periodo, se sostenuti adeguatamente attraverso agevolazioni e incentivi dedicati, i piccoli impianti per l’autoproduzione possano far risparmiare oltre 2 miliardi di metri cubi di gas all’anno, pari a quasi il 10% delle importazioni dalla Russia.

A proposito di incentivi, oltre a caldeggiare il ripristino del Fondo per l’autoconsumo inspiegabilmente cancellato dal Dl Energia o, in alternativa, l’introduzione di una detrazione fiscale a favore delle piccole e medie imprese che investono nella riqualificazione energetica e nelle fonti rinnovabili, la CNA Picena ribadisce l’esigenza di una netta presa di posizione da parte del Governo volta a garantire ammortizzatori sociali in grado di far fronte ai rincari, alla carenza di materie prime e alla chiusura dei mercati orientali.

«In questa fase le nostre imprese avvertono un forte bisogno in termini di sostegno economico e semplificazione – dichiara Francesco Balloni, direttore della CNA Picena -. Come associazione chiediamo alle istituzioni di intervenire al più presto per assicurare la dovuta stabilità alle imprese legate commercialmente alla Russia e non solo, in modo da garantire continuità agli investimenti e consentire all’intera filiera di affrontare con fiducia le difficoltà del momento».

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