Nel Piceno il 2021 inizia con un crollo del fatturato delle imprese manifatturiere, meno 81 per cento

L’anno 2020 ha rappresentato un vero e proprio “anno terribile” per il sistema produttivo italiano e in particolare per l’artigianato e le micro e piccole imprese. L’analisi delle contabilità di 12mila imprese con fatturato fino a 5 milioni di euro evidenzia che l’80,8% delle imprese della manifattura e dei servizi ha registrato una perdita media del fatturato del 27,2% rispetto al 2019.
Nella manifatturiera il 78,1% delle imprese ha subito una riduzione media del 26,2% ma vi sono comparti nei quali questa quota supera abbondantemente gli ottanta punti e la perdita è ancora più grave. Diffusa e pesante la situazione per l’81,3% delle imprese della meccanica, che produce beni strumentali per un alto numero di comparti produttivi e che è particolarmente vocato all’export, che ha perso il 24,4% soffrendo sia il crollo della domanda interna sia quello del commercio internazionale.
In media il 26% delle imprese della manifattura, il 22,6% dell’edilizia e il 23% dei servizi hanno subito nel 2020 una contrazione superiore a un terzo. Un dato che presenta un’estrema variabilità in particolare nel mondo dei servizi, dove spicca l’88,5% delle attività di trasporto persone, il 69,7% del settore dell’alloggio, il 69,2% delle attività ricreative e di spettacolo seguite dall’artistico, la ristorazione e di seguire gli altri.
La grande maggioranza delle imprese, pur avendo registrato una significativa flessione del fatturato, potrebbe rimanere esclusa dai nuovi indennizzi. Sarebbe preferibile evitare la tagliola del 33% sostituendola con un meccanismo a scalare che riduca il beneficio da una certa soglia fino ad annullarlo per i valori di perdita inferiore alla media.
Per questo secondo Cna il Decreto Sostegni ha ancora risorse insufficienti. “Finalmente – precisa il direttore della Cna Picena, Francesco Balloni – sono stati superati i codici Ateco, come chiedevamo da un anno, ma la soglia del 30% del calo di fatturato è una tagliola inaccettabile che esclude oltre il 60% delle imprese: con una contrazione dei ricavi del 29,9% non si riceve nemmeno un euro di contributo. L’allungamento delle moratorie è poi un altro strumento di sostegno di vitale importanza, quindi urgono più risorse per far sì che i tempi di scadenza siano portati più avanti nel tempo. Stesso discorso per la Legge 13, strategica per la manifattura, che necessita di strumenti economici più importanti per far fronte a una platea estremamente più ampia di aziende che possono trarne benefici”.

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