Autotrasporti, una lettera di Unatras al premier Draghi: «No alle speculazioni sui carburanti»

La CNA Picena informa che Unatras, la sigla che raccoglie nove associazioni del mondo dell’autotrasporto tra cui CNA Fita, ha indirizzato lo scorso 10 giugno una lettera al presidente del Consiglio Draghi, al Ministro delle Infrastrutture e dei trasporti Giovannini e al viceministro Bellanova per richiedere un tempestivo intervento del Governo sul tema del caro carburanti, che ormai da mesi grava in maniera a dir poco preoccupante sulla quotidianità professionale di migliaia di imprenditori e aziende in tutta Italia.

«Ci corre l’obbligo evidenziare ancora una volta – si legge nella lettera – la drammatica situazione in cui versa il comparto dell’autotrasporto che, più di altri settori, sta facendo i conti con tutti i pesantissimi effetti dovuti alla difficile congiuntura economica e sociale.

Abbiamo apprezzato gli interventi normativi che, dopo settimane di strenue trattative, il Governo ha finalmente messo in campo per sostenere il settore stritolato dall’aumento vertiginoso dei costi energetici e per evitare il serio rischio del blocco totale dei mezzi e conseguentemente della circolazione delle merci.

Purtroppo, ancora ad oggi, le imprese di autotrasporto non hanno potuto godere di alcun sostegno tangibile che pure a loro è dedicato, vedendo di contro nuovamente un’inarrestabile corsa al rialzo dei prezzi dei carburanti che ha annullato anche qualsiasi positivo effetto dello sconto di 0,25 cent/litro gasolio alla pompa, visto che il prezzo finale è tornato al livello insopportabile di 2 euro/litro.

L’assemblea Unatras organizzata a Porto d’Ascoli a marzo 2022

Sul tema è evidente come ancora nulla sia stato fatto per mettere fine alla vergognosa speculazione in atto, constatato che il prezzo del barile è stabile o addirittura in lieve discesa mentre alla pompa i prezzi continuano a lievitare enormemente.

Per tutto questo non possiamo non lamentare i ritardi incomprensibili che, nonostante le rassicurazioni ministeriali ricevute, stanno ostacolando la concreta esigibilità delle misure proposte che potrebbero dare sicuro sollievo in questo momento di enormi criticità, che sta già provocando malcontento diffuso tra gli operatori e rischia di minare la possibilità di continuare a fare impresa.

Ci riferiamo specificamente al credito d’imposta del 28%, previsto nel DL Aiuti relativo all’acquisto di gasolio per i mezzi più sostenibili ambientalmente ed ai crediti d’imposta previsti nel DL Energia relativamente al costo di acquisto dell’additivo ADBlue e del Gas naturale liquefatto, per i quali stiamo attendendo l’istituzione dei codici tributo da parte dell’Agenzia delle Entrate e le relative procedure operative.

Risulta davvero incomprensibile come, pur essendo all’ultimo miglio per consentire alle imprese una boccata di ossigeno fondamentale, vi siano ancora ritardi e non si conosca lo stato dell’arte di misure suggerite e fortemente volute dalle associazioni di categoria di Unatras.

Così come è indispensabile che l’amministrazione finanziaria definisca al più presto gli importi delle deduzioni forfettarie per le spese non documentate delle imprese di minori dimensioni ed il Mims proceda speditamente al pagamento degli incentivi relativi agli investimenti per il rinnovo del parco veicolare e alla formazione, di cui ancora si attendono la liquidazione delle annualità dal 2019.

E’ fondamentale, a questo punto, che il Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili convochi urgentemente le scriventi organizzazioni di Unatras per fornire in via prioritaria i dettagli operativi per la pronta esigibilità di tutte le misure messe in campo a favore del settore e consentire di far arrivare alle imprese le risorse nella maniera più tempestiva possibile per la loro stessa sopravvivenza.

Alla luce del complicatissimo momento che vivono le nostre imprese, avvisiamo sin d’ora che la mancanza di risposte concrete non sarà più tollerata dalle associazioni aderenti ad Unatras, che assumeranno tutte le decisioni conseguenti a tutela della categoria».

ASSOCIATI