| CNA Picena di Ascoli e Fermo |
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Associazione provinciale di Ascoli Piceno
| | CNA: L’ARTIGIANATO PICENO RESISTE ALLA CRISI SABATINI: NECESSARI AIUTI CONCRETI ALLE IMPRESE
Anche il Piceno registra una flessione nel numero delle aziende ma la piccola impresa – rileva la Cna – tiene e continua a sostenere reddito e occupazione. “Ci vogliono strumenti più incisivi – chiede Gino Sabatini, presidente della Cna di Ascoli e vice presidente della Camera di Commercio - di sostegno e rilancio per l’artigianato che continua ad essere il motore più potente anche della nuova provincia di Ascoli Piceno”. L’analisi della Cna parte dai dati, appena diffusi dalla Camera di Commercio provinciale, secondo i quali nel 2009 hanno avviato un’attività 1.459 imprese a fronte di 1.547 che hanno chiuso i battenti. “C’è stata una flessione – spiega Francesco Balloni, coordinatore provinciale della Cna – che a partire dal 2008 ha fatto sentire anche nel Piceno i suoi drammatici effetti. Uno dei dati su cui riteniamo si debba però riflettere in un’ottica di programmazione, unico strumento in grado di fornire speranze di rilancio economico, è quello relativo alle imprese artigiane. Questo comparto rappresenta oltre il 31 per cento delle oltre 24mila aziende registrate nella nuova Provincia e nel 2009, malgrado il saldo negativo fra nuove imprese e cessazioni, ha mantenuto gli stessi numeri del 2008. Imprese, dunque, che malgrado le notevoli difficoltà del momento resistono”. E questo dati alla mano: il primo gennaio 2009 le imprese artigiane attive erano 6.611, il primo gennaio 2010 erano 6.607. “Imprese – aggiunge il presidente Sabatini – radicate nella nostra provincia e che si aspettano dalle istituzioni, dagli enti, dal mondo della politica e dalle banche del territorio segnali di sostegno che non sempre sono arrivati con la forza necessaria, malgrado la Cna si sia battuta con tutte le sue forze”. “Fare previsioni in una congiuntura del genere – conclude il coordinatore provinciale Francesco Balloni – è assolutamente proibitivo, è invece essenziale sostenere lo sforzo delle imprese stando al loro fianco nella programmazione, per ottenere una burocrazia meno invasiva, e valorizzare le eccellenze del territorio”.
| | | RELAZIONE DEL PRESIDENTE GINO SABATINI ALL'ASSEMBLEA DELLA CNA DI ASCOLI PICENO DEL 14 GIUGNO 2009 UN PIANO D'AZIONE PER LE PMI
 Si sono da poco svolte le elezioni europee e sono ancora forti gli echi della campagna elettorale per le amministrative. E' certo che la dimensione europea è ancora poco sentita,quasi si ignorasse che il livello istituzionale europeo è oggi determinante, per la politica economica sul territorio nazionale e locale.Dove si è votato solo per le europee l'astensione ha raggiunto punte del 60%. I partiti hanno la grave colpa di non avere un programma per la politica europea e soprattutto di vivere tutto in un'ottica ancora molto provinciale, con una grave sottovalutazione di tutte le ricadute che le scelte dell'Ue hanno sul piano locale. Di Europa si è parlato poco e male e il risultato che abbiamo ottenuto in questa regione ad esempio è che nessun marchigiano è entrato al parlamento europeo e non c'è dubbio quanto sarebbe stato importante avere almeno una voce di chi conosce questo territorio, le peculiarità delle nostre imprese, le caretteristiche dei nostri prodotti tipici. Occorre più consapevolezza e maggiore attenzione e forse spetta anche alle organizzazioni di categoria come la Cna aiutare a diffondere più cultura europea, conoscere meglio le iniziative che la commissione intraprende, per agire a monte delle decisioni che vengono prese a Strasburgo.
Come avete potuto vedere dal titolo, è proprio dal piano d'azione dell'UE per le PMI che voglio partire per una riflessione a tutto campo sull'economia territoriale. Dal 6 al 14 maggio si sono tenuti convegni per la settimana europea delle pmi indetta dalla Commissione Europea e ad ogni convegno si è evidenziato il ruolo che le PMI hanno e potranno avere sulla tenuta economica e sociale del vecchio continente. Il piano approvato 11 e 12 dicembre 2008 dal Consiglio europeo ha inoltre formalmente sancito l'impegno degli stati membri a dare piena attuazione al decalogo per lo sviluppo delle pmi, meglio conosciuto come lo "smoll business Act". Dunque l'Europa scopre che mediamente fra Italia, Germania ,Regno Unito, il 90% delle imprese ha meno di 10 addetti e che le grandi imprese contrappongono un peso davvero irrilevante. In Italia tale sproporzione è ancora più pesante:sono 3,6 milioni le piccole e micro imprese che danno lavoro complessivamente a poco meno della metà di tutti gli addetti 46,9% nel lavoro dipendente, a queste si contrappongono appena 3.000 grandi imprese cioè quelle (oltre 250 dipendenti).
 In ITALIA, si è comunque sviluppato anche grazie al Made in Italy un gruppo di imprese di media dimensione, spesso leaders dei distretti, ma che tuttora incidono meno che negli altri paesi membri, sia sul numero degli occupati che sul valore aggiunto. Si scopre finalmente, dopo il crollo della fede nel mercato senza regole e dell'economia basata sulla finanza creativa, virtuale, nonchè volatile, che occorre ritornare ad una produzione di valore reale insito nei prodotti e nei servizi, in cui abilità, intelligenza, creatività e applicazione, tornino ad essere valori portanti per un nuovo modello di sviluppo. Finalmente si scopre che questi principi sono da sempre presenti nell'intraprendere delle piccole imprese e dell'artigianato e che persino quegli economisti che ravvisavano nel grande numero di piccole imprese il limite dell'economia italiana, oggi riconoscono che le pmi, pur non potendo competere con le produzioni a basso costo dei paesi emergenti, se opportunamente sostenute, organizzate, formate, sono promotrici di sviluppo e coesione sociale, che possono essere un buon argine alla crisi e che molto meglio delle grandi imprese possono fungere da volano per la ripresa economica in quanto più duttili e dinamiche. L'Europa ha gettato uno sguardo oltre la crisi per dotarsi di strumenti atti a creare un nuovo modello economico partendo dall'assunto, che le piccole imprese non sono imprese che debbono necessariamente crescere come dimensioni, ma che possono essere una diversa risposta ad un mercato che necessita di cambiamenti rapidi e flessibili, un luogo in cui da sempre si fa innovazione partendo dalle competenze degli uomini che giorno dopo giorno sperimentano, ricercano,e poi modificano processi e prodotti. Il decalogo su cui si basa lo "smoll business Act" parte dal "pensare anzitutto in piccolo" e cioè non solo rendere più semplici le disposizioni legislative già esistenti ma utilizzare un nuovo approccio per elaborarne di nuove. E' universalmente riconosciuto, che la maggior parte delle procedure per l'accesso ai finanziamenti europei sono così complesse che solo grandi imprese con specifiche strutture sono in grado di accedervi. Il decalogo prosegue con l'impegno a creare un ambiente idoneo al prosperare delle imprese anche a carattere familiare,e soprattutto agevolare l'accesso al credito. Le imprese sono in affanno, cresce il "credit crunch" cioè il ridimensionamento e la difficoltà di accesso al credito, per le piccole e micro imprese.Dai dati CNA risulta che il 60% delle imprese artigiane denuncia un deterioramento dei rapporti c on le banche, prosegue il restringimento nella concessione dei finanziamenti e si dilatano i tempi di istruttoria e risposta, malgrado il ruolo dei confidi. Dai dati della banca d'Italia risulta che il credito concesso alle micro e piccole imprese in questi ultimi mesi si è pressocchè fermato mentre si attesta una crescita del 7% per le imprese di maggiori dimensioni. Citando, il ritornello che spesso i direttori di banca pronunciano per rispondere alle pressanti lamentale degli imprenditori e delle associazioni di categoria, Basilea 2 purtroppo ha introdotto criteri molto rigidi, che si basano più sulla parte economica che sulla conoscenza sulla effettiva affidabilità dell'azienda. Permettetemi una battuta che mi ha molto divertito malgrado rappresenti una reale emergenza. Se Basilea 2 serviva a salvare le banche dalle imprese,ora serve Basilea 3 per salvare le imprese dalle Banche! Altro capitolo interessante riguarda gli appalti pubblici che dovranno essere più trasparenti ed accessibili per le Piccole imprese, che la PA sia più aperta alle esigenze delle imprese più piccole e che soprattutto effettui pagamenti meno lunghi, basterebbe questo per molte delle nostre imprese per poter continuare ad operare senza troppe difficoltà. Questo anche con l’allentamento del PATTO di STABILITA’ interno. Immediata revisione degli studi di settore in quanto molti parametri sono sostanzialmente variati tra il 2008 – 2009. Diminuzione della percentuale dell’acconto delle imposte di giugno dal 40 al 25%. Ultimo capitolo ma certamente non ultimo in termini di importanza tutto ciò che può venire dall'economia verde, dal risparmio energetico, dalla produzione di energia da fonti rinnovabili. Ci auguriamo che tanti buoni propositi si traducano in fretta in provvedimenti, perchè il tempo è determinante per la parziale tenuta del tessuto economico e produttivo di questo paese. Nell'avvicinarmi alle conclusioni vorrei porre l'attenzione al nostro territorio, nella nuova provincia così come è stata delineata, si sente ancora il peso dell'abbandono da parte delle multinazionali, che non avendo alcun legame con il Piceno, terminate le provvidenze statali ed europee hanno diretto altrove il loro interesse, lasciando sul campo una miriade di piccole e piccolissime imprese, poco preparate alle sfide ed alla vera cultura dell'intraprendere perchè nate per soddisfare la necessità dell'organizzazione decentrata della produzione della grande impresa.
 Un capitolo a parte è rappresentato dall'artigianato nel segmento della produzione alimentare di prodotti tipici, nell'artistico tradizionale,e nei settori più innovativi della energia alternativa. Nel 2008 l'artigianato in provincia di Ascoli ha fatto la sua parte reggendo alla crisi e mantenendo sostanzialmente il numero delle imprese attive,ma nei primi 3 mesi del 2009 la situazione è precipitata hanno cessato la loro attività circa 1700 imprese e per la prima volta le nuove nate sono meno della metà con un forte saldo negativo. Voglio sottolineare questo dato, in quanto la perdita di forza lavoro espulsa dal settore artigianale fa meno rumore di quella delle imprese di maggiori dimensioni , perchè meno concentrata, ma il dato è ugualmente preoccupante, non è escluso che l'aumento delle partite IVA non sia altro che un disperato tentativo di non restare senza lavoro ma che da spesso luogo a imprese poco strutturate e con ridotte possibilità di successo. Considerate che la Cassa Integrazione è triplicata. I deboli segnali di ripresa non debbono indurre ad abbassare la guardia perchè continua a rimanere molto critico il sistema economico nel suo complesso, ed in particolare nel settore artigiano, che giova ricordarlo, rappresenta il 70 % della totalità delle imprese. Le nuove istituzioni saranno chiamate ad un gravoso compito, primo fra tutte quello di cambiare il modo di pensare, di approcciare le questioni, dimenticare i tempi biblici ed i passaggi burocratici esasperanti. Noi ci troviamo in momento di cambiamenti epocali e siamo chiamati a fare la nostra parte, abbiamo l'opportunità di un rinnovamento di tutti i livelli di direzione locali e possiamo tentare la ricerca di nuove strade per mantenere e sviluppare una qualità della vita che comincia a scricchiolare. A tale proposito vorrei fare un plauso alla Fondazione Carisap per il contributo che sta cercando di dare con il coinvolgimento dei principali attori locali ad una visione di sviluppo moderna e sostenibile in diversi settori, partendo da una seria analisi dell'esistente. Per concludere vorrei citare il premio nobel Amartya Sen che ha affermato il mese scorso in un incontro a Roma: Abbiamo bisogno della virtuosità degli artigiani per scelte politiche intelligenti e pragmatiche, ma abbiamo anche bisogno, essenzialmente, di una visione più consapevole e umana della natura del vivere sociale responsabile.
| | | Cna: l’artigianato e le stanze dei bottoni Inviate le proposte dell’Associazione ai candidati per la Provincia
 La Cna ha inviato ai candidati alla presidenza provinciale di tutti gli schieramenti alcune proposte che ritiene essere imprescindibili per il rilancio dell'economia locale, soprattutto alla luce della grave crisi finanziaria che sta spingendo anche il nostro territorio in un contesto di recessione economica. “Gli amministratori provinciali – è la posizione del presidente della Cna di Ascoli Piceno, Gino Sabatini - debbono sentire tutto il peso e la responsabilità cui sono chiamati come soggetti che governeranno un ente che ha un grande compito di coordinamento e controllo di un territorio così ricco di piccoli comuni che sempre più spesso si trovano a dover fare fronte a magri bilanci e dunque a fare economie di scala che sono possibili solo se la Provincia si farà promotrice di proposte valide e condivise”. In primo luogo vanno rilanciate le politiche di incentivazione per la creazione d'impresa per dare modo ai giovani di sperimentarsi in prima persona e per mantenere alto quel primato che ha visto la nostra provincia essere annoverata fra le più artigiane d'Italia. Snellire la burocrazia che pesa sulle aziende come una ulteriore tassazione, e soprattutto velocizzare i tempi di pagamento, non dimentichiamo che oltre alla carenza di commesse uno dei motivi di grave impasse per le aziende è la mancanza di liquidità dovuta ai ritardi di pagamento che si somma alla stretta creditizia avviata ormai dallo scorso anno da molti istituti di credito.
Dare operatività alle opere pubbliche cantierabili attivando tutte le procedure che possono favorire il coinvolgimento delle imprese locali agli appalti e non dover sottostare a subappalti che rendono inutile il lavoro svolto in quanto non remunerativo. Dare maggiore impulso all'utilizzo negli immobili pubblici e privati dell'energia proveniente da fonti rinnovabili e costruire secondo i canoni del risparmio energetico per diverse ragioni, in primo luogo perché questi interventi sono a misura delle pmi del territorio provinciale e in secondo luogo per essere di esempio concreto e visibile per tutti i cittadini al fine di sviluppare ulteriormente quella cultura della salvaguardia dell'ambiente che si traduce poi in effettivo risparmio economico per il singolo cittadino. Potenziare la vocazione turistica favorendo progetti multisettoriali e sovracomunali e soprattutto insistere sulla formazione, specifica competenza provinciale, per fare in modo che la cultura dell'accoglienza si sviluppi maggiormente e divenga patrimonio comune. Inoltre la Cna darà indicazione ai propri iscritti di individuare nelle liste i candidati artigiani per essere certi che la cultura della piccola impresa e dell'artigianato non resti pura propaganda elettorale ma entri a pieno titolo negli uffici amministrativi. | | | RELAZIONE DEL PRESIDENTE GINO SABATINI SULL'ATTIVITA' SVOLTA NEL 2008 La crisi finanziaria internazionale che ha investito ormai anche il nostro Paese, si sovrappone alle difficoltà derivanti dal rallentamento del ciclo produttivo, dal ristagno della domanda interna, dall’apprezzamento dell’Euro, dalla frenata dell’export. “L’effetto ricchezza” e “l’effetto fiducia” hanno ulteriormente peggiorato le performaces dell’economia italiana che è scivolata nella recessione. I numeri relativi a produzione industriale, ordini, consumi, cassa integrazione, termini di pagamento, disegnano i contorni di una crescente difficoltà i cui confini, la cui durata e la cui profondità sono ancora oggi difficilmente prevedibili. La Cna ha da tempo evidenziato al Governo le 5 direttrici per tentare di arginare le pesanti ripercussioni soprattutto nel settore dell’artigianato e delle Pmi.
1. Credito - facilitare l’accesso al credito per le pmi attraverso il rafforzamento degli strumenti di garanzia pubblica e dei confidi; 2. Fisco - ridurre la necessità di ricorrere al credito bancario a breve attraverso: la compensazione dei crediti certi ed esigibili vantati nei confronti della pubblica amministrazione, il versamento dell’IVA dopo l’effettiva riscossione del corrispettivo, la revisione degli studi di settore, la diminuzione degli acconti di imposta, la detraibilità dell’IRAP, l’immediata revisione delle tariffe dei premi assicurativi INAIL; 3. Lavoro - potenziare il sistema di ammortizzatori sociali al fine di attenuare le forti tensioni che interessano le imprese ed i lavoratori. Incrementare le risorse destinate a fronteggiare la situazione straordinaria, ponendo al contempo le basi per una riforma complessiva del sistema di tutele; 4. Spesa pubblica - rilanciare gli investimenti pubblici e privati per migliorare il sistema delle infrastrutture, privilegiando in primis le piccole opere, di immediata cantierabilità e in grado di impegnare direttamente le piccole imprese; 5.Famiglie - proteggere il potere d’acquisto e sostenere i consumi privati.
Il Governo con il decreto 185 (pacchetto anticrisi) ha parzialmente risposto alle nostre richieste ma la situazione resta molto preoccupante infatti la decretazione d’urgenza necessita per essere pienamente operativa di conversione in legge, di autorizzazione europea, di decreti attuativi. Le imprese hanno bisogno invece di risposte immediate.
Nella nostra provincia gli ormai noti problemi strutturali e infrastrutturali necessitano anche di una forte risposta che venga dal basso, dalle istituzioni ma anche dalle organizzazioni di categoria e dalle imprese stesse.
Oltre tremila artigiani si affidano quotidianamente alla nostra associazione e nell’ultimo anno quasi mille imprenditori hanno deciso di unirsi a noi determinando uno dei più consistenti incrementi di associati del sistema Cna italiano. Il primo problema da affrontare è certamente quello del credito e la Cna con Fidimpresa Marche, unico confidi regionale, lo sta affrontando potenziando la garanzia e anche mediante l’esecuzione della Pratica condivisa con i maggiori istituti di credito per un migliore e più rapido accesso ai finanziamenti.
Siamo inoltre presenti su tutti i tavoli istituzionali per proporre e per pungolare, dove è necessario, le istituzioni al fine di rilanciare l’economia territoriale. Per rendere maggiormente efficaci le proposte abbiamo favorito e sottoscritto accordi con tutte le organizzazioni di categoria e le forze sociali.
La formazione ci vede impegnati sul fronte-scuola per promuovere la cultura d’impresa e diffondere fra i giovani l’interesse per il lavoro artigianale, così come siamo impegnati sul fronte della formazione sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e sulla formazione continua, come ad esempio i corsi Ecm per i crediti formativi.
Inoltre forniamo servizi sulla gestione dei rifiuti e consulenza per fronteggiare le lungaggini burocratiche e districarsi nel mare magnum delle normative che regolano il nostro comparto. Con il Caf abbiamo garantito servizi fiscali e il 2008 è stato un anno di numeri da record.
Ma non abbiamo dimenticato che la nostra è anche una missione sindacale e di rappresentanza e abbiamo istituito nuove unioni come ad esempio la Cna Nautica il cui direttivo è in costante relazione e confronto con il comune di San benedetto del Tronto per il sostegno e lo sviluppo dell’area portuale e delle attività ad esse connesse.
Forte impulso è stato dato alla rappresentanza per l’imprenditoria femminile, segmento molto vivace nell’economia territoriale con l’elezione della nuova presidente Regionale, la nostra Cesarina Vagnoni.
E’ con orgoglio che devo sottolineare come la Cna si sia impegnata nel settore immigrazione dedicando specifiche risorse per rispondere concretamente alle esigenze di assunzione da parte degli imprenditori, compreso il rinnovo dei permessi di soggiorno e, più in generale, per rispondere a un fenomeno che è in costante crescita e va seguito adeguatamente. La Cna Nazionale collabora con la Caritas alla stesura del dossier sull’immigrazione presentato il mese scorso in questa stessa sala.
L’artigianato è stato, è e sarà la grande forza della nostra economia e noi vogliamo ogni anno celebrare l’orgoglio di appartenere a questa categoria premiando alla Festa dell’Artigiano, il 19 marzo, i soci più anziani ma anche i più giovani come segno di fiducia e speranza nel futuro.
Sono molte le iniziative che facciamo sistematicamente per le varie categorie, in particolare nei settori dell’Artistico e dell’Alimentare, così strettamente connesse allo sviluppo dell’attività turistica e per partecipare attivamente alla vita dei centri storici delle nostre belle città.
Le Marche possono vantare il primato di una longevità cui bisogna dare risposte adeguate ed è per questo che abbiamo potenziato con nuove assunzioni il Patronato Epasa che nel 2008 ha incrementato di oltre il 50 per cento il volume delle prestazioni sociali e Cna Pensionati ha fatto registrare nel medesimo anno un incremento del 4 per cento degli iscritti.
Ma artigianato è anche utilizzo delle nuove tecnologie e noi per primi abbiamo voluto dare ai nostri associati la possibilità di avvalersi di uno strumento agile e innovativo come il sito Internet per essere costantemente in contatto con l’organizzazione, ricevere informazioni e in cui è possibile esporre, nella Vetrina delle Eccellenze, i capolavori dei maestri artigiani. Ma a partire dal prossimo anno, proprio per fronteggiare la crisi, apriremo una nuova finestra web per far coincidere domanda e offerta di lavoro. Artigianato è anche un trait d’union fra la tradizione e il futuro, come potremo ammirare nei sapienti scatti della Mostra fotografica che tra poco potremo visitare e della cui realizzazione dobbiamo doverosamente ringraziare la Presidente Barbara Di Cretico che, unitamente al responsabile di settore Antonio Tempera, da mesi vi lavorano con grande passione. | | | Rivedere gli Studi di Settore Sabatini, presidente della Cna lancia l’allarme sulla liquidità delle imprese
Studi di settore: poco apprezzati, molto discussi e spesso odiati perché vissuti dagli artigiani non come uno strumento di indagine ma come un elemento coercitivo rispetto al calcolo delle imposte da pagare. Un approccio estremamente conflittuale determinato soprattutto dal fatto che ne è stato fatto un utilizzo a volte improprio anche da parte degli organismi ispettivi. E’ importante ricordare invece che gli studi di settore sono un indicatore molto utile al fine di stabilire se, rispetto al cluster di appartenenza, l’azienda è più o meno in linea con i parametri. Ma l’attuale crisi rende poco credibili i parametri stessi e questo rende ancora più urgente e indispensabile una revisione globale degli Studi di Settore: a tal fine sono stati allertati gli Osservatori regionali che dovranno raccogliere i dati inviati dai commercialisti su appositi moduli che si possono scaricare dal sito della “Sose”. La Cna, dal canto suo, esorta gli imprenditori a inviare i propri dati tramite i propri commercialisti, in quanto più saranno gli elementi di valutazione e più sarà facile che le stime vengano riviste al ribasso. Gino Sabatini, presidente della Cna di Ascoli Piceno lancia un accorato allarme: “Il fatto è che molti parametri di valutazione, con la crisi, sono stati modificati in modo sostanziale rendono gli Studi di Settore non reali e consoni al periodo che stiamo attraversando. Senza contare che a questo dobbiamo aggiungere che il vero problema sarà il pagamento degli oneri contributivi e delle imposte, essendo ormai chiaro che le imprese soffrono per la mancanza di liquidità anche riguardo alla gestione ordinaria”. “Come associazione di categoria – prosegue il presidente Sabatini - non ci stancheremo di rinnovare un appello alle banche affinché non continuino con l’atteggiamento di chiusura, fin qui tenuto, rispetto alle concessioni del fido alle Pmi. Atteggiamento di chiusura che si somma a un deficit di liquidità determinato dai mancati incassi e dall’incertezza di una riscossione sicura. Un mix di problematiche che determina per le imprese gravissime difficoltà che possono degenerare fino a diventare irreversibili causando gravi squilibri, non solo a livello di singoli, ma a tutto il tessuto sociale”. |
COME AFFRONTARE LA CRISI: L’ECONOMIA E L’OCCUPAZIONE NEL PICENO SONO TRAINATI DALLE PICCOLE E PICCOLISSIME IMPRESE: L'ANALISI DEL PRESIDENTE GINO SABATINI
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| Dall’ultimo rapporto Unioncamere i dati rilevati dal sistema informativo Excelsior evidenziano che a reggere il mercato del lavoro sono le piccole imprese in quanto la grande dimensione d’impresa fa registrare - su base nazionale - un calo occupazionale dello 0,2 per cento a fronte di un più 1,5 delle Pmi. Nella Regione Marche il saldo previsionale è positivo soprattutto a carico delle imprese da uno a 9 dipendenti: su un totale di 2.130 nuove assunzioni, infatti, 1.510 faranno riferimento proprio a questa dimensione di impresa. Entrando nello specifico della provincia di Ascoli Piceno si prevede un saldo positivo di 440 unità. “Sebbene questi dati appaiano rassicuranti – afferma Gino Sabatini, presidente della Cna di Ascoli Piceno - nella nostra provincia la presenza storica dei grandi marchi produttivi e la loro tendenza ad abbandonare il nostro territorio desta gravi preoccupazioni ai fini occupazionali in quanto questa fuga di imprese di grandi dimensioni si somma a una grave crisi del mondo artigiano che vede nei primi mesi dell’anno un saldo negativo di 338 unità". |
"La grave situazione economica che l’imprenditoria di piccole dimensioni sta vivendo è dovuta soprattutto alla generale mancanza di liquidità che porta al non rispetto dei pagamenti concordati contrattualmente da parte dei privati e dalla forte stretta creditizia praticata dagli istituti di credito. Gli imprenditori si trovano al centro di un circolo vizioso per cui il mancato rispetto dei pagamenti influenza negativamente la possibilità di ricevere credito da parte degli istituti. Inoltre gli imprenditori artigiani e i piccoli imprenditori in genere tendono a non effettuare licenziamenti per poter disporre, in caso di ripresa, di manodopera già formata, continuando a limare i profitti e mettendo a repentaglio la sopravvivenza della stessa impresa”.
“Un grido di allarme – prosegue il presidente Sabatini - giunge dal settore dell’edilizia che sta vivendo momenti di vera stasi e che, rappresentando un quarto di tutte imprese iscritte all’albo, costituisce di fatto un pericolo per l’economia generale”. “La crisi finanziaria internazionale, al netto degli interventi di salvataggio da parte dei governi, non spaventa solo il mondo del credito – conclude il presidente della Cna - ma raggiunge anche il singolo cittadino che non potendo prevedere l’approdo finale tende a contrarre le spese. Al contempo non investe più il risparmio nel settore immobiliare (ma non solo) in quanto l’andamento del costo della vita è in continuo rialzo e l’inflazione ben più alta di quella programmata. In questo quadro quello che è stato fatto non è più sufficiente. E’ necessario un cambio di passo e che la classe dirigente e politica si attivi, mediante le migliori competenze, per individuare nuove strategie di sviluppo che consentano - attraverso l’utilizzo accorto delle poche risorse disponibili - di intervenire a sostegno di quelle piccole imprese che, sebbene troppo piccole, sebbene non capitalizzate, sebbene in forte sofferenza, continuano a garantire lavoro e occupazione”.
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ASSOCIAZIONE PROVINCIALE DI ASCOLI PICENO Viale Indipendenza, 42 Tel. 0736/42176 - 41805 Fax 0736/44709 Email ascoli@cnapicena.it
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